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Charlie Chaplin

Quando la sorte s'impadronisce del destino dell'uomo, non usa nè pietà nè giustizia.

martedì 27 dicembre 2011

IL GRANDE DITTATORE - THE GREAT DICTATOR

Da chi iniziare se non da lui?

Il maestro del cinema muto prende parola e lo fa ottenendo un risultato a dir poco eccezionale.
L'opera inizia in piena tempesta comica, con alcune delle gag più copiate della storia, infatti, le risate non tardano ad arrivare, con un CHAPLIN in piena forma, che riesce a far ridere pur raccontando eventi crudeli e inumani.
Il maestro, esorta il pubblico, a reagire e a ribellarsi verso un potere oscuro e maligno, basti pensare che la pellicola è stata prodotta nel 1940 in piena ascesa hitleriana, ma di questo parleremo in seguito.
L'opera è inizialmente ambientata nel 1918 con la "Tomania" in guerra e un piccolo barbiere ebreo addetto alla "Grande Berta"(un enorme pezzo di artiglieria che suscita non poche risate), già qui ci sarebbe molto da dire visto come poi si sono svolti i fatti storici: ebrei prima ritenuti compagni di schieramento e poi visti come male supremo, ma comunque CHAPLIN non si ferma qui e tira dritto facendo vedere come si possa sentire un soldato che, mancato per 21anni, torna in Tomania e vede lo stato per cui ha lottato e sofferto trattarlo come verme della società.
Inizia allora un misto tra commedia delirante e drammi atroci, ed è qui che il maestro da il meglio di se, sia come entità suprema della commedia, sia come essere umano; una tra tante è la sua performance durante l'incontro con il maestoso "Bonito Napaloni o meglio Benzino Napaloni", chiara caricatura del nostro mussolini; CHAPLIN non salva neanche lui dalla sua satira, creando delle sequenze geniali e DIVERTENTISSIME, (io stesso che durante la visione dei film non sono rinomato per le mie risate, in queste scene ridevo a crepa pelle).
L'apice del film si ha quando il Barbiere ebreo per pura casualità viene sostituito con il dittatore Adenoid Hynkel e qui, tra gag e incertezze, arriva lì dove il Grande dittatore ha ammaliato il suo popolo; davanti a se un pulpito, e davanti ad esso migliaia di persone, qui il barbiere, sconfitta la paura e la timidezza, inizia il suo monologo, sì un monologo fatto da un ebreo perseguitato, ma un monologo sentito da ogni persona che dentro al petto ha un cuore che batte.

Chaplin si presenta in questa opera in veste di regista, produttore, sceneggiatore, attore, collaboratore-autore di alcuni temi musicali.

La mia intenzione non è quella di raccontare questa grandiosa OPERA di umanità ma solo scrivere quello in cui ci si imbatte guardandola. Il maestro fa apparire Hynkel debole e piuttosto manipolabile da parte dei suoi consiglieri, infatti, delle sequenze denotano l'illogicità di alcune mosse proposte da Hynkel, geniale anche in questo, CHAPLIN prende in giro sia hitler che la voglia umana di fare guerra.
L'idea nasce in CHAPLIN, quando nota la sua grandissima somiglianza dal vero dittatore, e incredibile ma vero, solo quattro giorni dividono anagraficamente la nascita dei due.
L'opera è un manifesto di denuncia contro ogni tipo di oppressione e malvagità e CHAPLIN è uno dei pochissimi, che pur lottando a suo modo, affronta la persona più potente e oscura del tempo, rischiando non poco visto che anche negli Stati Uniti lo stesso CHAPLIN avrà dei problemi con le fazioni dei neo-nazisti, e lo fa senza sottomettersi, deridendolo in ogni occasione.
A par mio il monologo finale non lo recita né il "barbiere ebreo" né il famosissimo personaggio "Charlot", ma lo stesso CHAPLIN addolorato da tanta malvagità e atrocità, lui per primo, decide che è il momento di appellarsi all'umanità che risiede in ogni persona e di dire basta a tanta crudeltà.
Lo stesso CHAPLIN anni dopo, confesserà:


"Se avessi saputo la portata del nazismo e le atrocità derivate da esso non avrei mai fatto il film."


Ma chiunque l'abbia visto, è felice che CHAPLIN ignorasse in quel momento, la reale drammaticità e le reali intenzioni della follia hitleriana, che di lì a poco sarebbero divenute palesi per il mondo intero.

Per chi volesse approfondire la vita di un'artista importantissimo come SIR CHARLIE SPENCER CHAPLIN consiglio:

- La mia autobiografia di Charlie Chaplin. LIBRO

- Charlot: un film di Richard Attenborough sulla vita di Charlie Chaplin interpretato da Robert Downey Jr.(Interpretazione strepitosa di un signor DOWNEY JR. "Spettacoloso")


Qui inserisco il link dell'ultimo monologo:

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